2 ottobre 2014

"Un bel matrimonio": la figlia del killer ha scoperto che la storia è ispirata a suo padre

Venerdì 3 ottobre esce negli Usa 'A Good Marriage', film tratto dalla novella di Stephen King del 2010 (Notte buia, niente stelle).

Mercoledì è stato chiesto a King in un'intervista a cosa si fosse ispirato per la trama, e lui ha risposto che il racconto è nato a seguito dell'arresto di Dennis Rader nel 2005, il serial killer di Wichita (Kansas) che uccise 10 persone.

La figlia di Rader, che è stata in silenzio finora, pare abbia scoperto solo ora che il racconto di King era ispirato alla storia di suo padre, e ha rilasciato dichiarazioni risentite: ha detto di sentirsi sfruttata personalmente, e che la sua famiglia si ritiene l'undicesima vittima. Le spiace che King faccia soldi sfruttando il dolore delle vittime.

Ora, non si può che essere solidali con questa ragazza, che ha vissuto un'esperienza terribile, ma non posso pensare che King abbia sfruttato volontariamente una brutta vicenda di cronaca nera per arricchirsi (non ha bisogno di soldi, lui). Oltretutto ha rivelato la vicenda di Dennis Rader solo perchè gli è stato chiesto esplicitamente di spiegare l'origine del racconto. E la storia stessa non fa riferimenti a fatti o a persone esattamente identificabili, è solo fiction, pura narrativa.


Tra l'altro la figlia di Rader ha dichiarato che King era uno dei suoi scrittori preferiti (e anche il padre leggeva i suoi romanzi), strano allora che sia uscita allo scoperto soltanto adesso. Non aveva letto 'Notte buia, niente stelle' nel 2010?

Kerri ha scritto anche una lettera a nome della sua famiglia, stanca che la sua storia venga sfruttata per il profitto di qualcuno. Chiede che le vittime vengano lasciate stare. "Mia madre è la persona più forte e coraggiosa che conosca" - ha detto - "Non le serve che la sua storia finisca sul grande schermo." Conclude: "Lasciateci vivere la nostra vita in pace."

Comprendo il dolore di questa famiglia, ma l'intento di King non è certo quello di divulgare fatti privati, lui voleva solo raccontare di come, a volte, non conosciamo nulla delle persone con cui viviamo, e di quali terribili segreti può nasconderci chi ci sta accanto.



 [fonte: kansascity.com]


Nessun commento:

Posta un commento