26 luglio 2015

Ghost writer: ma sei serio?

Hile, folken.
                   In questa domenica in cui molti agognano la pioggia, dopo aver boccheggiato per settimane, volevo soffermarmi sull'annosa (noiosa) questione Ghost writer. Ebbene, sì. Mi odio io stesso per essermi costretto a parlarne, ma dopo l'annuncio della Sperling della pubblicazione il 22 settembre del nuovo romanzo di Stephen King ho letto l'immancabile commento (anche solo vagamente allusivo) sulla possibilità che il Nostro NON SIA l'autore dei libri pubblicati a suo nome.

Premesso che è inevitabile che artisti famosi e prolifici siano lambiti dal sospetto di avere uno scrittore-fantasma che lavora segretamente nell'anonimato (e per carità, qualcuno ce l'avrà anche), il mio stupore nasce dalle a volte infinite e spesso serie discussioni che prendono vita su internet tra i fan di Stephen King.

"Ma che poi... li scriverà davvero lui 'sti libri???"
"King è cambiato, per me ha un ghost writer!"
"Due romanzi all'anno: non è possibile, non è lui che scrive."


Quante volte vi sarà cascato l'occhio su commenti di questo tipo? Tante, immagino. E magari vi è venuto da rispondere "Ma sei serio?!", in pieno Milanese Imbruttito style...
C'è da sottolineare che in alcuni casi sono solo battute, lanciate lì tanto per, senza una reale convinzione. Altre volte, invece, il Fedele Lettore sembra impuntarsi nella ricerca ossessiva della Prova Regina che Stephen King è UN IMPOSTORE. Parola grossa? Bah, non direi: come lo chiamereste voi uno che spaccia come sue delle storie scritte da altri, e ci guadagna pure??


Di solito la prima obiezione posta è che non sia materialmente possibile per un essere umano pubblicare in media un paio di libri all'anno. Appunto che potrebbe anche essere lecito, a patto d'immaginare che lo scrittore in questione faccia anche un altro lavoro che gli occupa otto ore al giorno e abbia magari molti figli piccoli a cui badare.  
Ma non è il caso del Nostro, uomo adulto con figli grandi (già in grado di badare a se stessi) che di mestiere fa unicamente lo scrittore da più di 30 anni. Ah, piccolo dettaglio: è ricco, e fattura decine di milioni di dollari all'anno (soprattutto grazie ai diritti cinematografici). Ergo: una persona del genere ha tempo da vendere per scrivere.

La seconda prova dell'inganno dello Zio risiederebbe direttamente tra le righe dei suoi testi, in particolare negli ultimi. Chi percepisce un King diverso, meno tagliente, più riflessivo. Meno horror e troppo malinconico, insomma. E chi nota una prosa differente rispetto ai libri tradotti da Dobner (e te credo! Gli ultimi romanzi li ha tradotti Arduino, ci mancherebbe pure che non si sentisse una voce diversa...).

Ma ragazzi (e ragazze), è lapalissiano e naturale solo per me che un autore evolva nel tempo e maturi? Il Nostro va verso i 70 anni, non è più un giovane ruspante che vuole spaccare il mondo. Una vena più profonda e nostalgica è la conseguenza più naturale che potesse avere la produzione di un uomo che sta invecchiando. Dunque, anche questa seconda obiezione non è convincente.
Aggiungerei che alcune sue recenti prove sottotono siano, anzi, la dimostrazione che è proprio il caro Stephen a creare le sue storie; un ghost writer come minimo dovrebbe invece produrre solo capolavori, non vi pare?

La terza tesi a sostegno del (o dei) ghost writer sarebbe quella a mio avviso più ridicola e offensiva per lo Zio: brama di denaro, cupidigia, avidità. 
Per sostenerla con serietà bisognerebbe presuppore che King sia davvero una personcina bruttarella, eventualità ampiamente smentita dalla fitta beneficienza che la Fondazione di King e della moglie Tabitha fa da tempo, sin dal 1986.

Mentre fuori dalla mia finestra picchia ancora il sole e imperversano afa, umidità e zanzare ben note ai lombardi come me della Pianura Padana, mentre perdo il mio sguardo sulla strada in fondo alla via, penso a tutto il tempo che sprecate ad arrovellarvi nel cercare di capire chi scrive al posto di King. Sarà la moglie Tabitha? I figli? Magari Joe, che sembra in gamba. Oppure no, è un folletto nascosto nella tastiera del suo Mac.
Lo so, la foto fa pena

Penso a tutto questo e rido, sì. Rido. Non vi è mai balenata l'idea che l'unico, vero, autentico ghost writer ufficiale del Re possa essere io...?

P.S. Hanno tutta la mia stima quelli che continuano imperterriti ad acquistare i romanzi di Stephen King pur essendo convinti che non li scriva lui, lamentandosene puntualmente ovunque.

Alla prossima!

                                Maurizio






7 commenti:

  1. Tutti esperti con i libri degli altri. :-p
    Mi domando che ne sappiano quanti libri e quanto tempo passa uno scrittore a scrivere ed elaborare una storia?

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  2. bah, per me questa storia che king abbia un ghost writer è assolutamente ridicola. ho fatto questa ricerca (che mi ha portato a questo sito) perchè ieri ho parlato con un tizio che diceva "sai che stephen king ha un ghost writer?" e quando ho chiesto la fonte diceva tutto compiaciuto "eh, internet, cerca cerca". cosa che ho fatto per scrupolo, e che ha confermato il mio sospetto, ovvero che il tizio abbia detto solo str***ate.

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    1. Ahinoi è pieno di gente che dà fiato alla bocca tanto per...

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  3. Il punto non sono i romanzi. Di gente che ne scrive 2 e più all'anno è piena la letteratura di genere(anche se forse non sono spessi come quelli di King). Il punto è che c'è anche tutto il resto: racconti, sceneggiature, interventi, giudizi, saggi, prefazioni, postfazioni. Suona pure in una band. D'accordo che possa avere il dono della perfezione, che gli permette di scrivere di getto perfettamente, e avrà senz'altro chi gli fa le ricerche, ma pure chi dubita ha le sue ragioni.

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    1. Che si dubiti pure... A King credo non gliene importi un fico secco. :-)

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  4. Ci sarebbe anche da dire che se non sbaglio King tempo fa ebbe una querelle con un certo James Patterson che a suo avviso, lui sì produce troppi libri all'anno per essere un solo autore. Sarebbe piuttosto ipocrita da parte sua inalberarsi per una cosa simile se poi facesse lo stesso, no?

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    1. Infatti. Anche se, da quanto ho letto su alcuni siti, nel caso di Patterson l'uso di squadre di ghost writers mi pare sia assodato, non è un mistero...

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