27 agosto 2015

Stephen King: "A volte la prolificità è inevitabile"

Stephen King ha parlato sul New York Times di una annosa questione letteraria: se la prolificità di un autore si traduca o meno in scarsa qualità.

Lo Zio è noto per le decine di storie pubblicate da 30 anni a questa parte ed è spesso accusato di sfornare troppa "roba" a scapito della qualità delle sue opere.



King dice che l'argomento va affrontato con cautela. [...] "Alcuni scrittori prolifici hanno fatto una profonda impressione sulla coscienza pubblica" - ha detto - "Considerate Agatha Christie, forse l'autrice più popolare del XX secolo. Ha scritto 91 romanzi. [...] La Christie ha creato due personaggi (Miss Marple ed Hercule Poirot) che hanno raggiunto l'immortalità."

"Nessuno può dire che la quantità garantisce la qualità" - prosegue King - "ma sostenere che la quantità non produce qualità mi sembra snob, inutile e falso."

"Sì, ho pubblicato più di 55 romanzi. Sì, ho usato uno pseudonimo (Richard Bachman). Sì, una volta ho pubblicato 4 libri in un anno. [...] e sì, una volta ho scritto un romanzo in una settimana (L'uomo in fuga). Ma posso dire, con assoluta onestà, che non ho avuto altra scelta."

King ricorda quando da giovane aveva la testa che scoppiava di idee, ma aveva solo dieci dita per scrivere.

Afferma infine: "la prolificità, a volte, è inevitabile."



[fonte: nytimes.com]

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