31 ottobre 2015

"Scrivo di mostri, ma non significa che non sappia fare altro..." - Intervista sul NYT

Sul New York Times un'intervista telefonica di Alexandra Alter, in occasione dell'uscita della nuova antologia di racconti The Bazaar of Bad Dreams.


Si prospettano 20 storie in cui Stephen King mostra la sua abilità di narratore, spaziando tra vari generi: storie di criminalità e orrore, e anche un poema narrativo. QUI L'ARTICOLO INTERO





Alcuni estratti:

"Io sono il tizio che crea i mostri, ma questo non significa che non sappia fare anche altro."

"Nelle tue introduzioni descrivi spesso come un'idea resta in te e si fissa per anni, finchè qualcosa ti ci fa ritornare sopra. Scrivi le tue idee da qualche parte?"
"Non butto giù nulla. [...] Le cattive idee se ne vanno da sole, è un processo naturale. E' come gettare dei pezzi di crackers in un setaccio. Le briciole si perdono e rimangono i pezzi grandi."

Sulla sua ancora attuale verve creativa: "Non sono poi così prolifico come un tempo. [...] Una volta scrivevo anche 4 libri all'anno. [...] Sono sempre felice se ho due o tre idee in testa.

"Io prendo spunto dalla mia esperienza o dalle mie letture e li metto in una storia che spero possa divertire la gente. Questo è il lavoro principale: intrattenere. Le confessioni dopo un po' risultano noiose... E' il motivo per cui non mi vedo a scrivere un libro di memorie."

"Cosa ti ha spinto a scrivere storie di paura?"
"Niente in particolare. E' qualcosa che c'è nel DNA. Scoprii a 8 o 9 anni una scatola in soffitta con dei libri di mio padre, da lì iniziai a guardare film horror. [...]

"Di cosa hai paura?"
"Di tutto? Della morte, ma non quanto dell'Alzheimer."


[fonte: nytimes.com]

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