29 marzo 2016

La storia del mio primo incontro con King

Prima o poi volevo parlarvene, raccontarvi come è nata la mia passione per le storie di Stephen King. Tra ricordi vaghi e dettagli indelebili che resteranno impressi nella mia memoria per sempre, tenterò di ricostruire come e quando è scattata la scintilla nei confronti del Re.

Viaggiando a ritroso nel tempo un po' come Jake Epping, mi rivedo bambino, intorno alla prima metà degli Anni '90, quando frequentavo le scuole elementari. E la prima immagine che mi si proietta davanti è una pagina di TV Sorrisi&Canzoni, precisamente la sezione in fondo con l'elenco dei programmi della settimana. L'occhio mi casca su una foto in particolare, dove si vede un tizio vestito da clown che mi mette addosso una fifa blu... Nel riquadro spicca un logo con la scritta "Stephen King Presenta".

Questo è il preciso istante in cui m'imbatto nel nome del Nostro.

Grazie a Luca Gnuva per l'immagine

Non mi persi nessuna delle puntate della miniserie IT. A fine episodio andavo a dormire con quel sottile terrore e quell'inquietudine che solo da piccoli si possono provare, quando le suggestioni rendono magico anche il panico di pensare che sotto al letto si nasconda uno sconosciuto che ti afferrerà i piedi nel sonno.

Il Pennywise interpretato da Tim Curry s'incise per sempre nel mio immaginario di bambino, e desiderai conoscere di più sull'autore da cui era tratta la storia terrificante di Derry. La tv e il cinema sono stati per molti il primo contatto con Stephen King, per qualcuno è un male, io penso invece sia un grande bene. Dico grazie alla diffusione dei film tratti dalle sue opere, anche se molti lasciano a desiderare, ma che importa?

Decisi così di cercare presso la biblioteca comunale del mio paese i libri di Stephen King. Mi rivedo mentre vago tra gli scaffali stracolmi di volumi numerati con delle etichette. Ricontemplo quei libri corposi su cui campeggiava (e campeggia ancora) il nome di "STEPHEN KING" scritto a caratteri cubitali, rigorosamente più in evidenza del titolo, come se ammiccassero al lettore per dirgli "Ehi, guarda che questo l'ha scritto Stephen King!".
La vecchia biblioteca "Anna Frank" è stata trasferita vicino alle Poste da alcuni anni, ora è adibita a Sala Conferenze (foto)



Mia sorella mi accompagnò al bancone per registrare il prestito del volume che avevo scelto di portarmi a casa, si trattava di una splendida seconda edizione rilegata di IT della Sperling&Kupfer, il PRIMO libro di Stephen King che strinsi tra le mie mani.

Avevo solo 7 giorni di tempo per leggerlo, ma... a quell'età una lettura del genere era per me molto impegnativa (e a tratti noiosa); lessi subito le prime pagine, facendo nella mia testa gli inevitabili confronti scena per scena con il telefilm. Per il resto, mi limitai a sfogliarne i capitoli cercandone qua e là le parti non narrate nella miniserie.
Restituii con puntualità svizzera il libro alla biblioteca dopo una settimana: temevo già il terribile "poliziotto" di cui avrei letto anni dopo in Quattro dopo Mezzanotte.

Lessi sul serio IT soltanto nel 2006, in una vecchia edizione paperback, mentre stavo preparando un noiosissimo esame di Diritto del Lavoro.


Per anni ho pensato e ripensato a quell'edizione mastodontica, con quella copertina così accattivante... Dopo vari tentativi andati a vuoto di reperirne una identica in qualche mercatino, ho conosciuto Antonio su facebook. Un appassionato lettore che, venuto a sapere che ero alla ricerca di quell'edizione, mi offrì la sua in cambio di un'altra edizione dello stesso romanzo.
Accettai senza remore, e gli procurai una prima edizione. Lo ringrazio ancora oggi, in primis per averlo conosciuto, e in secondo luogo perchè non sa quanto sia inestimabile per me il valore affettivo di quel volume, scrigno di misteriosi ricordi d'infanzia.

"Mi rende felice sapere che il mio lavoro 
mette in collegamento le persone."

                                                                                                                  Stephen King




2 commenti:

  1. Grande Maurizio! Anch'io IT l'ho letto pochi anni fa e devo dire che me lo sono letto piano piano per gustarmi appieno la storia!!!

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    1. Ciao, Nicola. Eh, sì, ho potuto apprezzare al meglio IT leggendolo quando ero già grandicello. ;-)

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