UFFICIALE: The Outsider dal prossimo autunno in Italia, tradotto da Luca Briasco

30 marzo 2016

L'OMBRA DELLO SCORPIONE - Storia di un capolavoro apocalittico




- L'OMBRA DELLO SCORPIONE -

Titolo originale: The Stand

Prima edizione americana: Doubleday 1978

Prima edizione italiana: Sonzogno 1983

Traduzione: Bruno Amato-Adriana Dell'Orto




Attualmente pubblicato da Bompiani



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- GENESI LETTERARIA -

Dopo aver terminato Shining, Stephen King scrisse la novella Un ragazzo sveglio, prima di tornare a dedicarsi al romanzo su Patty Hearst (The House on Value Street), l'ereditiera rapita dall'Esercito di Liberazione Simbionese. Ma dopo alcune settimane sentì ancora che la storia non decollava.
Alcuni fatti appresi dai notiziari catturarono la sua attenzione. Il primo fu un incidente nello Utah, in cui caddero da un camion dei bidoni contenenti una sostanza chimica letale, si aprirono e uccisero delle pecore. Se il vento si fosse messo a soffiare in una direzione opposta, sarebbe stata messa in pericolo la vita di molte persone. Lo Zio si chiese dunque cosa sarebbe potuto accadere se un morbo fosse sfuggito al controllo decimando la popolazione mondiale, come nel romanzo Earth Abides di George R. Stewart, che King aveva letto al liceo. Lesse poi nel 1976 della prima epidemia del morbo del Legionario. Quando sentì alla radio un predicatore proferire la frase "Una volta ogni generazione la peste li colpirà", gli piacque a sufficienza da appuntarsela.

King aveva già scritto di un'epidemia nel racconto Risacca notturna, pubblicato per la prima volta nel 1969 su Ubris, e anni dopo inserito nell'antologia A volte ritornano. Il virus si chiamava A6, ma i sopravvissuti lo indicavano col nome di "Captain Trips", che ritroviamo appunto ne L'ombra dello scorpione. All'epoca avrebbe voluto scrivere di più sul mondo dopo l'apocalisse, ma non si sentiva ancora pronto per imbarcarsi in un progetto così grande.

Voleva scrivere qualcosa che avesse il respiro di un fantasy epico come Il Signore degli Anelli, ma con un'ambientazione familiare, che non costringesse i lettori ad imparare nuovi linguaggi e geografie per apprezzarne la narrazione, ambientando quindi la storia nell'America contemporanea.


E c'era qualcos'altro che tormentava King da diversi anni, un personaggio partorito dalla sua fervida mente nel 1969, quando scrisse su dei tovaglioli un poema intitolato The Dark Man... Narrava di un uomo che vaga per il paese come un vagabondo, e che confessa al lettore di essere un violentatore e un assassino.

Un breve testo mai tradotto in italiano ed edito negli Usa dalla Cemetery Dance nel 2013 in quattro varianti di copertina, accompagnato dalle illustrazioni di Glenn Chadbourne.



Questa figura oscura gli ispirò il personaggio di Randall Flagg, un misto di una serie di sociopatici, tra cui Charles Manson, Charles Whitman e Charlie Starkweather, combinati con tutto ciò che di peggio c'era stato nei vent'anni precedenti.

Artwork by G. Chadbourne

Lo Zio abbandonò il libro su Patty Hearst e iniziò L'ombra dello scorpione, narrando la vicenda dal punto di vista di Frannie Goldsmith che raccoglie seguaci attraverso un'America devastata. Ma questo approccio risultò difficile, e King decise di scrivere la storia da differenti punti di vista.

A lungo andare la stesura del libro si fece però più complicata per lo Zio, che arrivò ad odiare la sua storia descrivendola agli amici come il suo personale piccolo Vietnam, non riuscendo a vedere la luce in fondo al tunnel. Ma si era spinto così avanti che non poteva permettersi di gettare la spugna mandando tutto a mare...
Durante una delle sue solite passeggiate per schiarirsi le idee, identificò il problema più grande del libro: troppi personaggi, qualcuno doveva lasciarci! E dopo un paio di mesi il romanzo era terminato.

La prima stesura constava di circa 1400 pagine, ridotte dopo la revisione. Ma la Doubleday riteneva che un libro così lungo sarebbe stato troppo costoso, e le vendite ne avrebbero sofferto. Se non ci avesse pensato King a snellire il testo di 400 pagine, lo avrebbe fatto l'editore. Nonostante non amasse tagliare materiale per ragioni economiche, King si adeguò al diktat della casa editrice.

La copertina è tra le preferite di King tra le edizioni Doubleday, un'illustrazione che simboleggia la battaglia tra il Bene e il Male (il titolo originale "The Stand" fa appunto riferimento a una presa di posizione in questo senso). Gli piacque meno il formato del volume che definì "una cosa minuscola che sembra più grande di quello che è", lasciando intendere che i libri della Doubleday sembrano fatti per cadere a pezzi...



Solo dal 1990 il romanzo è stato proposto nella sua versione integrale (edita in Italia da Sonzogno nel 1991) e con ambientazione temporale spostata di un decennio, dagli anni Ottanta ai Novanta, comportando l'involontaria presenza di alcuni anacronismi sfuggiti in fase di riscrittura.






La Citazione

" L'uomo può essere stato fatto a immagine di Dio,
 ma la società umana è stata fatta a immagine del Suo opposto. 
E cerca sempre di ritornare. "



Special thanks to Bev Vincent

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