1 marzo 2016

SHINING - Com'è nata la tragedia di Jack Torrance?




 - SHINING -

Titolo originale: The Shining

Prima edizione americana: Doubleday 1977 

Prima edizione italiana: Sonzogno 1978

Traduzione: Adriana Dell'Orto


Attualmente pubblicato da Bompiani



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- GENESI LETTERARIA -

Lo spunto per scrivere Shining lo offrì a King un soggiorno insieme alla moglie e ai figli presso lo Stanley Hotel di Estes Park, in Colorado, nell'ultimo giorno prima che la struttura chiudesse per l'inverno. Lo Zio aveva bisogno di cambiare aria, di uscire dal Maine per avere nuove suggestioni.
Mentre la moglie dormiva, King vagava per quei corridoi infiniti dove il rischio di perdersi era concreto. Conobbe un barista di nome Grady e si stupì della profondità della vasca da bagno nella sua stanza... Come se non bastasse, sognò il figlio Joe di tre anni mentre fuggiva nei corridoi inseguito da una manichetta antincendio. A quel punto la struttura del libro era già nella sua testa.


Lo Stanley Hotel


Prima edizione Usa
Quella che da qualche anno aveva pensato come una storia ambientata in un parco di divertimenti (che tornerà nel maturo Joyland, edito nel 2013) si trasformò in una tragedia familiare ambientata in un hotel infestato dai fantasmi, e prese il titolo iniziale di The Shine, ispirato da alcune parole di un pezzo di John Lennon, Instant Karma ("Tutti noi brilliamo", "We all SHINE on"), poi modificato dalla Doubleday in The Shining, per timore che fosse scambiato per un termine spregiativo verso gli afroamericani (appellati come "shoeshine", lustrascarpe).






In Italia la Sonzogno lo lanciò col titolo Una splendida festa di morte, sostituito con Shining dopo il successo del film al cinema.


Shining è il primo vero romanzo che King scrive da autore ormai lanciato nel panorama letterario; è tra i suoi testi più autobiografici, una gigantesca esorcizzazione delle proprie paure e ossessioni più intime. Jack è Steve, è l'uomo sull'orlo di una crisi di nervi, che fatica a mantenere la famiglia coi pochi soldi che guadagna come insegnante. Frustrato nelle sue ambizioni di scrittore, ha poco tempo da dedicare alla sua passione, preso tra lavoretti per arrotondare e i compiti a casa da correggere. Per sopportare il caos di una vita domestica che ha il suono delle urla dei bimbi ancora piccoli, si dà all'alcol. Sì, King era un alcolizzato, e ne uscirà soltanto negli anni '80, quando la moglie Tabitha lo metterà una volta per tutte di fronte al problema.
Anche gli scatti violenti di Jack Torrance verso il piccolo Danny e Wendy sono una proiezione delle cupe rivolte interiori del King dell'epoca. Così scriverà sulla rivista Whispers:

"Ogni tanto ero assalito da sentimenti scellerati che non avevo mai sospettato di poter provare, alcuni verso mia moglie, altri verso i miei figli, sentimenti che andavano dall'impazienza alla collera, all'odio puro e semplice. C'erano momenti, specie intorno alle due del mattino, un bimbo in braccio o sulla mia schiena, in cui mi trovavo a chiedermi come diavolo fossi finito in quel folle asilo nido."

Un King che ammette tutte le sue debolezze umane, e che in questo libro vomita tutto il suo terrore di non riuscire mai a realizzare il sogno di diventare uno scrittore vero. Ma sappiamo tutti come è andata.
Shining divenne il primo best-seller in hardcover di Stephen King, vendendo 50mila copie.




Gli antefatti

Tv Guide, aprile '97
Non tutti sanno che dalla versione originale del romanzo l'editore tagliò per motivi economici il prologo Before the Play, mai pubblicato nelle edizioni vendute in libreria. Uscì singolarmente per la prima volta nel 1982 sulla rivista Whispers, e in seguito venne allegato al numero di aprile di TV Guide del 1997. L'unica edizione cartacea che antepone al romanzo il prologo è la limited edition della Cemetery Dance Publications (2016).
Il testo riporta le vicende dei decenni anteriori all'arrivo dei Torrance all'Overlook, tra cui anche un episodio che vede protagonisti Jack da piccolo e suo padre.


L'epilogo After the Play è andato perduto, ne sopravvive una parte inglobata nel finale del libro.




King contro Kubrick

Lo Zio non ha mai nascosto l'insofferenza per la versione cinematografica di Shining realizzata da Stanley Kubrick (1980). Un contrasto inevitabile tra due artisti geniali in modo differente, più empatico e fiducioso il primo, distaccato e scettico il secondo.

Kubrick
" E' un film freddo, e io non sono una persona fredda." - ha dichiarato King qualche anno fa - "La gente ama i miei libri perchè sono caldi, accoglienti, dicono al lettore: 'Voglio che tu prenda parte a questa storia'. Lo Shining di Kubrick invece è molto distaccato, guarda ai personaggi come fossero formiche in un formicaio, li studia da lontano e con condiscendenza dice: 'Non sono carine queste formichine? Guarda che cose interessanti che fanno!' " Vi basti questo per capire quanto, anche a distanza di decenni, al Nostro non sia proprio mai andata giù l'interpretazione artistica di Kubrick...


Scopriamo alcune delle differenze più rimarchevoli tra le due opere:

- L'icona cult del film di Kubrick è quella del Jack Torrance interpretato da Nicholson, che brandisce un'accetta. Ma nel romanzo di King il protagonista impugna una mazza da roque.


- La stanza degli orrori di King è la numero 217 (la stessa in cui l'autore soggiornò allo Stanley Hotel), mentre nel film è la 237. Si dice che il cambio di numerazione avvenne su richiesta dei proprietari dell'albergo usato per le riprese esterne. I titolari, temendo che le prenotazioni per la 217 sarebbero crollate, avrebbero proposto il 237 (numero di camera non prenotabile, perchè non esistente).



- L'Overlook di Kubrick sorge su un immaginario e antico cimitero indiano, cosa a cui non si fa cenno nel romanzo.



- Al labirinto di Kubrick fanno da contraltare le piante tagliate a forma di animali che assumono vita propria, riprodotte nella versione a puntate per la Tv diretta da Mick Garris.



- La frase che nel film compare ossessivamente sui fogli della macchina da scrivere di Jack,"All work and no play makes Jack a dull boy" ("Il mattino ha l'oro in bocca" nella versione italiana), non c'è nel romanzo, è stata un'idea di Kubrick.


- La Wendy pensata da Stephen King ha i capelli color del grano, l'opposto dell'immagine data al personaggio dalla corvina Shelley Duvall.


- Anche sotto l'aspetto cromatico l'Overlook originale si differenzia non poco da quello kubrickiano. L'uno dominato da cupe tappezzerie blu, l'altro entrato nell'immaginario collettivo con le sue labirintiche fantasie dai toni caldi.



- Nel libro le figlie trucidate da Grady hanno 6 e 9 anni, mentre nel film sono gemelle.


- Il personaggio di Hallorann viene brutalmente ucciso nel film di Kubrick, mentre lo Zio gli aveva riservato ben altro destino nella sua storia.


- Per chiudere il cerchio, la storia di King si conclude in un turbinio di fuoco e fiamme, mentre la pellicola di Stanley Kubrick termina nel ghiaccio gelido.





Nel 1997 uscì una versione a puntate per la televisione diretta da Mick Garris, e sceneggiata dallo stesso Stephen King, che riuscì così a realizzare una trasposizione fedele del suo romanzo. Nota curiosa: King medesimo compare in un cameo nelle vesti del direttore d'orchestra.





La Citazione

" A un estraneo si può sfuggire,
ma non si può sfuggire a se stessi. "

 


Special thanks to Bev Vincent

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