25 luglio 2016

Cell - Senza quel finale lo avrei salvato

Le recensioni negative da tutto il globo terracqueo non facevano ben sperare. Il libro da cui è tratto (personalmente) nemmeno. Ma appunto per questo, mi chiedevo come fosse possibile fare peggio del romanzo.

Aspettavo di vederlo per rendermi conto se questo "Cell" di Tod Williams fosse davvero così inguardabile come si diceva in giro, e se contiamo anche che parte della sceneggiatura l'ha scritta King, bè, non c'era di che essere ottimisti... Eppure, vi dirò, se non fosse stato per il finale inspiegabile avrei anche potuto pensare di salvarlo.



La sceneggiatura non è nulla di straordinario, ma perlomeno le scene che puntavano a disgustare e a tenere alta la tensione mi pare abbiano centrato (anche se non sempre) l'obiettivo. La scelta di spostare in un aeroporto l'ambientazione in cui vediamo scoppiare la follia tra la gente l'ho trovata fruttuosa, forse la migliore dell'intero film.

La recitazione di due ottimi attori come John Cusack e Samuel L. Jackson non mi sento di bocciarla, bocca perennemente spalancata di Cusack compresa... Non credo siano loro due il problema, quanto piuttosto alcune scelte narrative, e qualche momento in cui i "telepazzi" si muovono un po' goffamente rasentando la commedia. Nel complesso, però, è un filmetto godibile (e gli effetti audio del cinema lo migliorano non poco).



Fulcro di tutta la trama è la ricerca ossessiva di Clay del proprio figlio Johnny; lo spettatore desidera arrivare alla fine per scoprire se anche il piccolo è stato contagiato oppure no.


E qui arrivo al punto, e vi invito a non leggere se non volete sapere come si conclude il film...

SPOILER ALERT!

Le ultime sequenze sono quelle decisive: dopo varie peripezie, Clay trova finalmente il figlioletto, presso il luogo (quel Kashwakamak di kinghiana memoria) dove tutti i cellulati vengono attirati. Sembra che Johnny sia ormai perduto, che sia diventato anche lui un telepazzo. Apre la bocca trasmettendo l'impulso sul viso del padre, che però ha un'ultima carta da giocarsi, e premendo il telecomando fa scoppiare il furgoncino con cui è giunto lì, carico di materiale esplosivo. Vediamo divampare l'apocalisse.
L'inquadratura successiva ci mostra padre e figlio camminare tranquilli lungo una strada coperta di foglie secche, mano nella mano, in cerca degli altri amici sopravvissuti.

Dunque è un Happy End, giusto?

EH, NO! L'ultimo fotogramma scompagina tutto: vediamo il povero Clay camminare inebetito in mezzo alla massa di telepazzi, seguendone la direzione come un automa. E attorno tutto è immacolato, come se l'esplosione non fosse avvenuta.

Ora, che significato assume l'ultima immagine alla luce della penultima scena in cui vediamo Clay e il figlio sani e salvi? Non ditemi che era un sogno, perchè non c'erano elementi concreti che potessero indurre a crederlo.
Insomma, era sufficiente chiudere con dignità: o Clay salvava suo figlio oppure veniva contagiato.

Il finale ambiguo ha rovinato tutto!

Fatemi sapere la vostra.


Lunghi giorni,
                                 Maurizio

15 commenti:

  1. Sono riuscito ad andare a vedere il film, un paio di weekend fa.
    Ma solo ora, tornato da qualche giorno da una settimana di ferie, riesco a scrivere due righe.
    Come pare sia opinione di tutti, il film non mi ha convinto.
    Intanto, troppe differenze rispetto al libro.
    Lo so, film e libri sono opere diverse. Non andrebbe mai giudicato un film basandosi sulle esperienze del libro. Sono mezzi narrativi diversi, sono ritmi diversi, eccetera eccetera.
    Ma mi viene veramente difficile. Se il film è tratto da un libro, mi aspetto di trovarlo “trasposto”, e non “reinterpretato”. Altrimenti, che si dica “ispirato il libro”, e poi lo trasformi come ti pare.
    Comunque, dicevo, veramente troppe differenze.
    La prima, all’inizio: da dove salta fuori l’aeroporto? E perché Tom dev’essere il manovratore della metropolitana? Nel libro nemmeno ci finiscono, in metropolitana, decidono saggiamente di non scendere, se non ricordo male.
    Sparito il direttore dell’albergo, il Signor Ricardi, personaggio odioso, è vero, ma utile.
    Cambiata la location del loro primo pernottamento: Clay era in albergo, ed era rimasto lì qualche giorno, quindi vanno a casa di Tom. Nel film, Clay era a Boston da un anno. Quindi vanno a casa sua. Nel libro, nella camminata incontrano la signora invasata, che è utile per rappresentare le prime avvisaglie della pazzia che si instaura nella gente dopo un’apocalisse. Altro personaggio importante eliminato.
    Eliminati un sacco di eventi importanti: tutta l’interazione con il Frastagliato, lui che li controlla, che gli impone di andarsene dalla Gaiten Academy, che gli deposita i resti bruciati davanti alla porta, che li lascia andare liberi, quasi in segno di rispetto per essersi azzardati a far esplodere tutti quei telepazzi, che punisce crocifiggendolo quello che ha uccigo Alice… tutto eliminato.
    Anzi no, i resti vengono depositati (e sono cellulari e non Blaster) davanti alla porta della Gaiten Academy… ma così, è tutto decontestualizzato: chi l’ha fatto? Perché? Non viene spiegato niente!
    E come ha fatto notare l’amico che era con me al cinema (che non ha letto il libro), nel film manca del tutto il meccanismo della “sospensione dell’incredulità”. Niente di quello che accade viene spiegato in modo da instaurare nello spettatore la sensazione del “be’, spiegato così, è plausibile, può succedere davvero, anche se è un film horror”.
    A onor del vero, anche nel libro, a volte, ci sono cose che non vengono spiegate bene: ad esempio, ok che l’impulso gli ha formattato e reinstallato il cervello… ma come fanno a fluttuare? Questa non è una cosa che un cervello formattato può fare, in nessun caso. E sempre nel romanzo, mi sembra che gli incidenti e gli incendi a Boston avvengano troppo in fretta: nel giro di pochi minuti, la città è totalmente in fiamme. Esagerato!

    Invece, sorprendentemente, salvo il finale!
    Lo so, la maggior parte di voi non sarà d’accordo. Ma io l’ho interpretato così.
    Il primo dei due finali che vediamo è finto, è frutto dell’immaginazione di Clay: “ok, ora se riesco a far esplodere i telepazzi, me ne scappo tranquillo con mio figlio”. Che sia tutta immaginazione secondo me si coglie da diversi indizi: la fotografia, abbastanza diversa dal resto del film, colori più vivi, ambiente tranquillo, silenzioso, idilliaco. E poi, i dialoghi: i personaggi parlano in modo particolare, “si sente che recitano”: come se Clay si stese immaginando quei dialoghi, e quell’ambientazione.
    Il finale subito dopo è quello vero: lui non ha fatto in tempo a far esplodere la bomba, è stato cellularizzato dal figlio, e ora è anche lui lì che gira insieme a tutti gli altri telepazzi.
    Finale cattivo, pessimista, negativo. Mi piace! Non il solito lieto fine.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sui cambiamenti rispetto al romanzo non mi esprimo (è normale). Per il resto, sì, rimane tutto molto poco "spiegato". Il finale in sè, considerando solo l'ultimo fotogramma, mi garbava, è l'immagine precedente che non mi ha convinto. Credo che avrebbero potuto proporcela in modo diverso, consentendo allo spettatore d'immaginare in modo più plausibile che si trattava di un "sogno" o in generale di una speranza pensata nella mente di Clay.

      Elimina
    2. Penso di aver capito il finale..
      Il figlioletto scrive sul frigo che sta andando verso Kashwakamak, ma la donna incontrata nel bosco dice che è una trappola, quindi arrivato li col furgoncino dopo aver salutato i suoi amici viene contagiato subito dal trasmettitore presente nella scena finale
      E da li in poi inizia a sognare (spara al presidente 'cappuccio rosso' ritrova il figlio contagiato riesce a far saltare tt in aria e dopo cammina felice col figlio non contagiato).
      Dopodiché fa vedere lui che cammina in branco coi telepazzi, ciò mi ha ftt pensare a qst finale. Quadra

      Elimina
    3. Potrebbe essere, ma non mi è piaciuto comunque come lo hanno assemblato...

      Elimina
  2. Adoro King. Mi piacciono molto dei film tratti dai suoi racconti, quasi tutti anche se non sempre riuscitissimi...Questo è una tragedia! Regia, sceneggiatura, recitazione, fotografia e montaggio!!! Tutto pessimo. Ma il fondo di tocca nel finale... Roba da tirare una fucilata allo schermo! 98 minuti buttati insomma. Peccato per l'occasione persa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, sì. Peccato, davvero...

      Elimina
    2. Salvatore Leggiero13 febbraio 2017 00:15

      Film davvero poco riuscito, una perdita di tempo. Concordo molto con Maurizio, il finale fa davvero inc****re

      Elimina
  3. Clay scende dal furgoncino e secondo me ha gia' chiari sintomi di contagio e appare violento colpendo a caso tra la folla impazzita che alla cieca insegue un sogno. Incontra il figlio che e' stato contagiato.
    Disperato fa esplodere tutto per cercare una fine dignitosa per se è per il figlio.Si ritrovano in paradiso sorridenti e speranzosi e vanno verso casa in un paesaggio rasserenante in mezzo ad un boschetto. E'quello che la loro mente stravolta vuole vedere.Il loro corpo segue la marcia dei dannati in un inferno dantesco tecnologicamente disumanizzato. Si poteva illustrare in maniera piu' intelligente. Poteva essere una brillante sceneggiatura e risulta un guazzabuglio caotico e noioso.Sul genere zombie alla riscossa!!!!

    RispondiElimina
  4. Un libro bellissimo, come quasi tutti i libri di Stephen King. Uno dei film peggiori di sempre, come quasi tutti i film tratti dai libri di Stephen King. Osceno, anche senza il finale.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me, a dir la verità, nemmeno il romanzo è piaciuto. Non l'ho trovata una storia all'altezza degli autori a cui è dedicata.

      Elimina
  5. Per me il film rispecchia la realtà della vita attuale.. invece per il finale del film.. loro ci fanno credere e vivere in una realtà costruita, finta, lui crede di aver ritrovato il figlio.. ma è quello che gli fanno credere non è reale.. ci tengono in pugno e ci fanno vivere di illusione per poi fregarci, infatti anche lui viene colpito e fregato come tutti gli altri..anche il più forte cede. La morale è: siamo tutti fregati.
    Vi siete mai chiesti da dove viene realmente tutta questa tecnologia avantata? Informatevi..con le ipnosi regressive.

    RispondiElimina
  6. finale bellissimo e bellissima la coralità dei telepazzi che "intonano" u'll never walk alone. Ovviamente lui non si salva, è quello il senso di farlo vedere lobotomizzato nella scena finale! ripeto finale splendido, ma non ho letto il libro, quindi ho preso il film per quello che ho visto e stop

    RispondiElimina
  7. Beh. All'altezza di King o no, il finale alla "schiavi della matrice" ci sta. Concordo sulla superficialità generica. Sulla mancanza di ritmo ecc ecc. Alla fine però a me resta sempre un solo dubbio: l'incappucciato è un'altra delle facce di Flagg? Come in The Stand occupato nel suo hobbie favorito: portare apocalissi in vari piani dimensionali. Lol

    RispondiElimina
  8. Mah , ho visto ora il film ... possiamo stare qui a commentare il finale , le differenze col libro , il fatto che molte scene siano inverosimili , gli attori bravi e la scenografia ma quando un film nel complesso fa così tanto schifo c'e poco da dire .. un ora e mezza di vita buttata nel cesso per guardare questa enorme cagata ! Forse il film piu brutto di tutti i tempi . Niente di memorabile , niente di originale , trama insensata e inconcludente .. un film che dopo mezz'ora per fortuna hai gia dimenticato ... di cosa stavamo parlando ???

    RispondiElimina