13 settembre 2016

Ossessione - Il prezzo della sincerità


- OSSESSIONE -


Titolo originale: Rage

Prima edizione americana: New American Library 1977

Prima edizione italiana: Sonzogno 1988
Traduzione: Tullio Dobner

Ritirato dal mercato


- SPOILER ALERT -



LA TRAMA

A sconvolgere una mattina qualunque al liceo di Placerville, nel Maine, è Charlie Decker, studente all'ultimo anno che sequestra alcuni ragazzi nell'Aula 16. Pistola in pugno, fredda con un colpo secco l'insegnante di Algebra e si barrica nella stanza prendendo in ostaggio la classe. Mentre all'esterno polizia e giornalisti circondano l'edificio, Charlie dà il via a una chiacchierata in cui tutti vengono costretti a raccontare i propri segreti, anche i più torbidi. Cresciuto con un padre padrone e una madre iperprotettiva, Charlie vomita anch'egli i suoi traumi infantili e le sue ansie adolescenziali, in quella che si trasforma in una sorta di seduta psichiatrica collettiva, dove non proprio tutti riusciranno a confessarsi...








Nella mente di Charlie

La personalità disturbata del giovane protagonista di questo breve romanzo assurge a simbolo e paradigma di tutte le tormentate "vite" psichiche interiori degli adolescenti, soprattutto di quelli con un passato non idilliaco, con segreti che vorrebbero tenere nascosti e di cui si vergognano. Charlie è cresciuto con una figura paterna che lo ha schiacciato: fisicamente, con i frequenti maltrattamenti fisici, e psicologicamente, umiliando il figlio in tutte quelle occasioni in cui non dimostrava una tempra forte e mascolina, con il tipico atteggiamento di quei mezz'uomini timorosi che il proprio ragazzo cresca come una checca... Il primo trauma di Charlie fu a nove anni, quando fu costretto dal padre a seguirlo in una battuta di caccia coi suoi amici. Ore passate ad ascoltare discorsi scabrosi sul sesso intessuti da uomini ubriachi marci.

Quando Charlie spara alla professoressa di Algebra e si accomoda freddamente alla cattedra dell'Aula 16 sa bene quello che ha in mente di fare. Vuole guardare il "lato oscuro" delle cose, le follie che regolano il mondo, e che nella sua visione sono tutt'altro che insane, inserendosi nel normale flusso degli avvenimenti:

Nessuno va a guardare quell'altro lato se proprio non c'è costretto e lo posso ben capire. [...] Ci dai un'occhiata quando senti tuo padre che parla di squartare il naso di tua madre. E' una roulette, ma non è dignitoso mettersi a frignare che la ruota è truccata. [...] E non mettiamoci a dire che è una follia, perchè è tutto perfettamente normale e sano. E tutto quello che esula dalla norma non accade solo fuori. E' anche dentro di voi, in questo preciso istante, a crescere al buio come funghi.

E quel lato oscuro che alligna nel suo cuore, Charlie lo rivela alla classe, raccontando alcuni degli episodi che più lo hanno segnato, le prese in giro dei compagni di scuola, gli abiti da damerino che sua madre lo costringeva a indossare alle feste, gli atti di vandalismo commessi senza ragione apparente, i mal di stomaco che lo facevano rimettere quando l'ansia e il senso di inadeguatezza lo attanagliavano. Soprattuto quando si rapportava con le ragazze.

"Sono i tuoi." - gli dice d'un tratto Susan Brooks - 
"Dev'essere per via dei tuoi genitori."

Viene portato alla luce il tema dell'influenza genitoriale sui figli, che a volte può determinare l'adulto che un giorno il bambino diventerà. E senza dubbio la figura paterna negativa di Carl mostra di aver inciso sulla personalità di Charlie, che afferma di ricordare di essere sempre stato odiato dal padre, e non manca poi di constatare con lucidità che:

"Se dici che tuo padre ti ha odiato quando eri piccolo, poi puoi andartene in giro a mettere a ferro e fuoco il vicinato, a violentare o a incendiare qualche bar, per poi appellarti all'infermità mentale."


Tra i segreti più intimi, Charlie rivelerà anche i dettagli della sua prima esperienza sessuale a 17 anni, o sarebbe meglio definirla "non esperienza", dato che strafatto e ubriaco non riuscì a combinare niente con Dana Collette, seppur maliziosamente invitato da lei stessa. Un'episodio che lo ossessionerà, come il sesso in generale invade le fantasie degli adolescenti inesperti. Non a caso alcune delle principali rivelazioni degli altri ragazzi presenti nell'aula riguarderanno proprio la scoperta del sesso, mistero oscuro spesso svelato su quei sedili posteriori tanto demonizzati dai genitori...

Lungo tutto il romanzo Charlie intesserà una guerra psicologica anche con le forze di polizia all'esterno, in un consueto botta e risposta tra sequestratore e mediatore. Tutti si aspettano che l'obiettivo principale di Charlie sia uccidere più persone possibili, ma i fatti dimostreranno che non è così. La follia del ragazzo è molto più sottile, e non ci sono psicologi o psichiatri che riusciranno a comprenderla fino in fondo.




Tutta la verità, nient'altro che la verità

Il teatrino messo in piedi da Charlie presto vedrà come veri protagonisti i ragazzi presenti nell'aula, facendo finire sullo sfondo il narratore.

Avevo la folle sensazione che fossero loro 
a tenere in ostaggio me e non viceversa.



Improvvisamente la classe "vomita" i propri segreti spontaneamente, tanto che Carol Granger arriva addirittura a proporre senza vergogna di parlare di sesso, dichiarando apertamente di essere ancora vergine. 
Anche Sandra Cross racconterà dettagli delle sue esperienze amorose con uomini sconosciuti; esperienze che l'hanno fatta sentire "reale" e "viva", un'ammissione che stupisce lo stesso Charlie: "Come ha potuto raccontarlo?", si chiede.

Emergono anche invidie e gelosie nascoste, come tra Irma Bates, ragazza insicura che non piace a nessuno, e Grace Stanner, studentessa con fama di sgualdrina come la madre.

Ma il profilo che si distingue è quello di Ted Jones, l'unico ragazzo della classe che non sputa nessun rospo. Ted si sente l'unico sano di mente in una gabbia di matti. Lui che è lo studente modello del liceo di Placerville, non può confessare i motivi che l'hanno costretto a lasciare la squadra di football. Ne verrebbe intaccata la facciata di ragazzo senza scheletri nell'armadio. 

Il prezzo della sincerità è sempre alto.

Tutta la classe, contagiata da un delirio collettivo di massa, lo additerà e provocherà, in un turbine di follia innescato da Charlie, ma che preesisteva evidentemente già in tutti quanti.





Un libro scomodo

Ossessione, (Rage - "rabbia" - il titolo originale), è l'unico romanzo di Stephen King che è stato ritirato per sempre dalle stampe. Nel 1998 il Re chiese alla NAL di interromperne la pubblicazione, a seguito di alcuni episodi di cronaca nera a cui il libro venne associato, elencati qui sotto:

- 1988, San Gabriel (California): lo studente Jeffery Lyne Cox tenne in ostaggio i compagni di scuola, senza fare vittime. Una volta arrestato dichiarò di essere stato ispirato in parte anche da Ossessione, che lesse più volte.
- 1989, Jackson (Kentucky): Dustin Pierce prese come ostaggio alcuni studenti nella classe di Storia armato di fucili. Non ci furono feriti. La polizia trovò una copia di Ossessione nella sua camera da letto.
- 1993, Grayson (Kentucky): Scott Pennington spara all'insegnante d'Inglese Deanna McDavid col revolver del padre e poi uccide il custode della scuola. Prima della sparatoria Scott aveva scritto un saggio su Ossessione a cui la professoressa McDavid aveva dato una C come voto.
- 1996, Moses Lake (Washington): il giovane Barry Loukaitis entra nell'aula di Algebra e fredda l'insegnate e due studenti dicendo "Questo batte algebra sicuramente, non è vero?". Anche in Ossessione Charlie uccide proprio una professoressa di Algebra.
- 1997, Paducah (Kentucky): Michael Carneal sparò a otto studenti presso un gruppo di preghiera. Una copia del volume I libri di Bachman (che conteneva anche Ossessione) fu trovata nel suo armadietto.

Quest'ultimo fatto indusse King a prendere la decisione definitiva di ritirare Ossessione dalle librerie. Una scelta di cui ha parlato in un recente saggio uscito solo in inglese in e-book, intitolato Guns (2010), dove affronta la dibattuta questione della proliferazione delle armi negli Stati Uniti.

"Ora fuori catalogo ed è un bene che sia così", scrive King in una nota della prefazione a Blaze (2007), ed è tuttora comprensibile il suo scrupolo di aver voluto evitare di offrire possibili spunti ad altri squilibrati, pur tenendo presente che non può considerarsi un'opera letteraria causa principale di delitti che hanno radici ben diverse e più profonde nella società.








- CONTESTO STORICO -


Stephen King scrisse le prime quaranta pagine di Ossessione nel 1966, quando era all'ultimo anno di liceo. Pare che il titolo originale che doveva avere (Getting It On) fosse ispirato a un pezzo dei T. Rex, Bang A Gong (Get It On).

E' di fatto il primo vero romanzo scritto da King, che Bill Thompson propose alla Doubleday, vedendoselo però rispedire indietro. Thompson si offrì nella lettera di rifiuto di inviarlo ad altri editori.

Nel saggio My High School Horrors, il Re parla della sua costante paura giovanile di restare solo e non riuscire a relazionarsi con gli altri o a fare amicizia, e di come non fosse in grado di esternare questo suo timore. Una storia che King dice di aver scritto con le stesse motivazioni delle altre opere che aveva prodotto:

"Per salvarmi la vita e la salute."

Perchè a quel tempo si sentisse così pieno di furia e terrore - così "pazzo" - non lo sa, ma considerati i problemi che in seguito gli ha dato Ossessione, lui invita a prendere in mano una penna piuttosto che una pistola quando ci si sente fuori controllo.

C. Starkweather
Il personaggio di Charlie Decker è ispirato al serial-killer Charles Starkweather, che tra il 1957 e il 1958 uccise undici persone affiancato dalla fidanzata di quattordici anni. 

Sembra che lo Zio conservasse un album di ritagli di giornale con gli articoli che parlavano dei suoi delitti.






Una volta ottenuta una certa fama, lo Zio provò ancora a convincere la Doubleday a pubblicare i suoi romanzi giovanili, ma la casa editrice non volle saturare il mercato. Dunque King propose il libro alla NAL, che aveva i diritti delle versioni tascabili dei suoi romanzi. L'idea era di farlo uscire con uno pseudonimo per vedere il riscontro di pubblico.
Inizialmente King optò per il nome Guy Pillsbury (preso dal nonno materno), ma presto girò voce nella casa editrice che era in circolazione un inedito di Stephen King. Costretto a cambiare pseudonimo, creò il suo doppio Richard Bachman e diede al romanzo un nuovo titolo: Rage.

Venne pubblicato senza alcun tipo di promozione in versione tascabile a 1 dollaro e 50 centesimi, destinato alla sezione economica di qualche negozietto e alle stazioni degli autobus.

Soltanto nel 1985 uscì sotto il nome di King nel volume unico The Bachman Books, che raccoglieva tutte le opere fino ad allora pubblicate sotto il nom de plume di Bachman. Nella seconda introduzione a quell'omnibus King scrive: "Mi conforta sapere che quel libro è stato scritto senza cattive intenzioni, anche se da un diciottenne tormentato che oggi sento come estraneo a me stesso; quel ragazzo non era nè King nè Bachman, ma uno strano (e pericoloso) ibrido di entrambi."




Forse la carriera del Re sarebbe stata un po' diversa se la Doubleday gli avesse pubblicato Ossessione anzichè Carrie, ammette lui. Ma dice: "a lungo andare, il mostro sarebbe venuto fuori."


Maurizio Ragusa



La Citazione
"Forse è solo lo spirito della massa. 
Dare addosso all'individuo."







Nessun commento:

Posta un commento