11 novembre 2016

La "Danza macabra" di Charles Baudelaire


Il saggio di Stephen King sulla letteratura e il cinema dell'orrore uscito nel 1981, e che ritorna in Italia il 15 novembre, porta il titolo di un poema di Charles Baudelaire, inserito nella celebre raccolta I fiori del male.



Danse macabre
                                                            A Ernest Christophe

Fiera della sua nobile statura, come persona viva,
col gran mazzo di fiori, il fazzoletto e i guanti,
lei ha la noncuranza e la disinvoltura
d'una magra civetta dall'aria stravagante.

Hai visto mai al ballo una vita più snella?
La sua veste esagerata, nella regale ampiezza,
ricade abbondante sopra un piede magro, stretto
nella scarpina infiocchettata, graziosa come un fiore.

Il collarino che le scherza intorno alle clavicole,
come un ruscello lascivo che si strofina alla roccia,
difende pudico dai lazzi ridicoli
le grazie funeree che vuole nascondere.

Che occhi profondi di tenebre e di vuoto!
Come oscilla mollemente sulle gracili vertebre
il suo cranio acconciato di fiori con arte!
Oh fascino d'un nulla follemente agghindato!

Alcuni diranno che tu sei una caricatura;
amanti ebbri di carne, non capiscono
l'anonima eleganza dell'armatura umana.
Ma tu, grande scheletro, rispondi al mio gusto più caro!

Con una potente smorfia forse vieni a turbare
la festa della Vita? O ti sospinge credula
al sabba del Piacere qualche vecchio desiderio
che sprona ancora la tua viva carcassa?

Speri di scacciare il tuo incubo beffardo
al canto dei violini, tra fiamme di candele?
Vieni a domandare al torrente delle orge
di rinfrescare l'inferno che t'incendia il cuore?

Pozzo inesauribile di stoltezza e colpe!
Eterno alambicco del dolore antico!
Come vedo vagare ancora l'aspide insaziabile
per il curvo intreccio delle costole!

Temo proprio che quella tua aria civettuola
non avrà un premio degno dei suoi sforzi:
quale cuore mortale vuoi che stia allo scherzo?
L'incanto dell'orrore inebria solo i forti!

L'abisso dei tuoi occhi, pieno di pensieri orrendi,
esala le vertigini e i prudenti ballerini
non contempleranno senza nausee amare
il sorriso eterno dei tuoi trentadue denti.

Eppure, chi tra le braccia non ha stretto mai uno scheletro?
Chi non s'è nutrito di cose della tomba?
Che vale il profumo, l'abito o la toletta?
Chi fa lo schizzinoso mostra di ritenersi bello.

Baiadera senza naso! Irresistibile baldracca!
Rispondi per le rime ai ballerini che arricciano il naso:
"Anche con rossetto e cipria, puzzate sempre di morte
fieri damerini! Che credete, scheletri muschiati,

Antinoi avvizziti, dandys dalla faccia glabra,
cadaveri verniciati, canuti seduttori?
La ridda universale della danza macabra
vi trascina verso luoghi sconosciuti!

Dai freddi Lungo Senna alle rive ardenti del Gange,
il gregge dei mortali salta e gode senza vedere
la tromba dell'Angelo, in un buco del soffitto,
sinistra, spalancata come un trombone nero.

Ridicola Umanità, la Morte t'ammira in ogni clima,
sotto ogni sole, con tutte le tue contorsioni,
e spesso, profumandosi di mirra come te,
mischia la sua ironia alla tua insania!"



Dall'edizione Newton Compton tradotta da Claudio Rendina

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