11 maggio 2017

La Zona Morta - Storia editoriale del romanzo di Stephen King

Fedeli Lettori, terminata la rilettura de La Zona Morta vi propongo una ricostruzione della genesi editoriale di questo bellissimo romanzo uscito alla fine degli anni '70.



Sul finire di quella decade lo Zio affrontò alcune novità nella sua vita professionale,  cambiò editore e per la prima volta si fece seguire da un agente.
In un momento di stallo con la Doubleday sul contratto di alcuni suoi libri, nonostante il sostegno interno di Bill Thompson, King consultò l'agente Kirby McCauley, che aveva già incontrato a una festa nel 1976. McCauley suggerì di proporre i libri alla NAL, il suo editore per i paperback. La New American Library soddisfò la richiesta e cedette i diritti in hardcover alla Viking.



Stephen King iniziò a scrivere La Zona Morta nel 1976, con l'intento di narrare la storia di un insegnante di liceo, professione che lui conosceva bene vista l'esperienza alla Hampden Academy. L'idea di base ruotava attorno a un assassino di bambini in una piccola cittadina. Immaginò la scena di un insegnante che quando tocca la mano di uno dei suoi studenti vede la sua casa in fiamme.

Qualcosa però non andava. Dopo aver terminato L'Ombra dello Scorpione, lo Zio attraversò un periodo in cui sentiva che molte sue storie non funzionavano. Mise da parte La Zona Morta, e si dedicò alla stesura de L'Incendiaria, ma ritornò a prendere in mano il manoscritto accantonato appena si accorse che stava quasi riscrivendo la storia di Carrie... Temeva di imitare se stesso. In quel periodo buttò giù un paio di racconti brevi (Il bicchiere della staffa e I figli del grano), e finalmente terminò la prima stesura della Zona Morta nel '77, prima di partire per l'Inghilterra.

Quando aveva circa quattro anni, secondo quanto riporta Bev Vincent in un articolo, King sarebbe stato colpito da un giocatore di hockey, rimanendo a terra per alcuni minuti. E' uno dei suoi primissimi ricordi d'infanzia che sfruttò come base per il prologo del romanzo, in cui si narra l'incidente di Johnny sul ghiaccio, episodio che sarà l'origine della sua capacità di preveggenza. Proprio come Peter Hurkos (1911-1988), un signore olandese, citato nel libro, che manifestò percezioni extrasensoriali a seguito del coma dopo una caduta dalle scale all'età di 30 anni.

Huey Long
Nel romanzo, la facoltà di vedere nel futuro permette a John Smith di conoscere i terribili propositi di Greg Stillson, candidato alla Camera dei Deputati. L'esperto kinghiano Douglas E. Winter vedrebbe nel cognome di Stillson la fusione tra "still" (ancora) e "Nixon". Recentemente King ha detto di essersi invece ispirato a Huey Long, politico americano che ricoprì la carica di senatore dal 1932 al 1935, anno del suo assassinio. Un personaggio controverso, ritenuto da alcuni un populista, da altri un demagogo.



King voleva chiedersi se un omicidio politico potesse essere la cosa giusta da fare, e se si potesse fare di un assassino l'eroe di un libro. L'assassinio a sfondo politico diventò per ammissione di King uno spauracchio dal giorno in cui uccisero John F. Kennedy a Dallas. Lo Zio non volle comunque che risultasse dalla sua storia che si potesse "giustificare" un omicidio per risolvere eventuali malcontenti politici futuri.

Pubblicato nell'agosto del 1979, La Zona Morta rimase per circa sei mesi nella classifica dei best-seller del New York Times, con 175.000 copie in hardcover vendute nel primo anno. Fu pubblicizzato con un grande tour promozionale di King, che si mostrò molto più soddisfatto dell'edizione in copertina rigida Viking rispetto alle precedenti stampate dalla Doubleday.





Negli anni successivi all'uscita King ha spesso citato La Zona Morta, primo romanzo dove troviamo la città di Castle Rock, come la sua opera preferita. Lo definì "un vero romanzo", con una storia vera e propria. "Alcune delle mie storie sono semplici situazioni che si sviluppano da sole" - ha detto King - "Questa, invece, ha una bella struttura stratificata." In un'altra intervista ha detto: "Penso che La Zona Morta sia l'unica volta in cui sono riuscito a tornare indietro e affrontare davvero l'intera riscrittura di una storia con un'idea unificante in testa che lo ha reso un romanzo."

Lunghi giorni e piacevoli notti

Maurizio


Nessun commento:

Posta un commento