8 agosto 2016

30 anni di "Stand by Me"

L'8 agosto 1986 veniva proiettato per la prima volta in anteprima negli Stati Uniti un film che ha segnato un'epoca: Stand by Me, diretto da Rob Reiner.



A distanza di 30 anni esatti, sulla trasposizione cinematografica della novella Il corpo di Stephen King non c'è nemmeno un filo di polvere, per una storia che tocca le corde di mondi e generazioni differenti senza mai perdere la sua magia.

Oregon, estate 1959: quattro ragazzini decidono di andare all'insaputa dei genitori alla ricerca del cadavere di un loro coetaneo, Ray Brower, scomparso dopo essersi allontanato da Castle Rock. E' l'attore Richard Dreyfuss (nei panni di Gordon Lachance adulto) a narrare la vicenda che lo vide protagonista insieme a Chris, Teddy e Vern. Un breve viaggio che è metafora del passaggio dall'infanzia all'età adulta, attraverso prove di coraggio da superare. Tra storie bislacche raccontate attorno al fuoco e sigarette fumate per sentirsi più grandi, i nostri amici dovranno anche vedersela con Asso Merrill (Kiefer Sutherland) e si suoi amici bulli, che tenteranno di fermare la loro avanzata. 
Nel corso della "missione" i quattro ragazzi dovranno fare i conti con gli intimi e dolorosi segreti che pesano sul loro cuore. Gordon soffre per la perdita del fratello maggiore, Chris ha genitori con una pessima reputazione in città, Teddy deve sopportare l'eredità di un padre ex-militare finito in un ospedale psichiatrico, mentre Vern fa i conti ogni giorno con la propria timidezza e i chili di troppo...
Quattro ragazzi, quattro storie umane che rappresentano un po' le storie di tutti noi, del nostro passato. Un viaggio emozionale senza tempo, in cui chiunque può riconoscere le proprie paure e insicurezze giovanili, con quella voglia di riscatto e di crescita che una volta soddisfatta si rivela deludente, e lascia l'amaro in bocca...


Il film venne girato nell'estate del 1985 tra la California e l'Oregon, per un budget complessivo di 7 milioni e mezzo di dollari.

"Ciò che ci attrasse era il fatto che si trattava della storia di ragazzini che diventano consapevoli dello loro mortalità", ha detto Bruce Evans, produttore e co-sceneggiatore che riuscì insieme a Ray Gideon a comprare i diritti del racconto, nonostante King fosse all'inizio restìo a cederli, temendo forse che il grande schermo rovinasse un'altra sua opera.

Rob Reiner ricevette la sceneggiatura di Evans/Gideon dalle mani dell'amico Andy Schienman, che voleva sapere la sua opinione. 

Rob Reiner

"Dio, questo è un racconto di Stephen King?"
si chiese stupito il regista.  
"Wow, che scrittore di talento".







Cruciale il casting dei quattro giovani attori, che vennero lanciati con Stand by Me nel mondo del cinema, ma non avranno tutti medesima fortuna...
"Abbiamo visto così tante persone" - ha detto Reiner, il regista - "Non le ricordo tutte. Per lo più, mi ricordo di essermi incredibilmente commosso al provino di River Phoenix."
La parte più ardua da assegnare è stata quella di Teddy Duchamp, serviva un ragazzo in grado di esprimere tutta la rabbia del personaggio. Corey Feldman si rivelò il profilo ideale, anch'egli con un background di vita turbolento. "Non ho avuto una vita domestica normale" - ha confessato l'attore - "A sette anni tornavo a casa da scuola col pensiero che avrebbero abusato di me o mi avrebbero picchiato. La maggior parte dei bambini non deve pensare a queste cose."

Fondamentale il contributo di Reiner nel far rendere al meglio i quattro giovanissimi attori. "Rob era fantastico coi ragazzini" - ha detto O'Connell (Vern) - "Sembrava il quinto ragazzo del film. Per le prime due settimane non abbiamo provato. Ci ha messi in una stanza, e siamo diventati amici giocando insieme."

"Eravamo molto simili ai personaggi che interpretavamo" - dice Wil Wheaton - "Io ero un bambino strano. Timido, sensibile e molto imbarazzato. Fu semplice riuscire a farmi piangere. E' difficile da spiegare, ma mi sento molto fortunato ad aver fatto parte di Stand By Me, ci sono attori che in tutta la carriera non hanno avuto l'opportunità di recitare in un film del genere. Ha trasformato la mia vita."


Wil Wheaton (Gordon Lachance)
Burbank, 29/7/1972

E' attore, scrittore e doppiatore. Ha recitato in Star Trek: The Next Generation e anche nella serie The Big Bang Theory nel ruolo di se stesso.






Jerry O'Connell (Vern Tessio)
New York, 17/2/1974

E' diventato famoso con il telefilm Il mio amico Ultraman. Compare anche nella recente serie Crossing Jordan.







Corey Feldman (Teddy Duchamp)
Chatsworth, 16/7/1971

Era grande amico di Michael Jackson, si dedicò alla musica ispirandosi al suo look. Inizia ad avere successo con il film I Goonies (1985). Negli anni seguenti la droga lo allontana dalla carriera. Nel 1989 partecipa al video singolo 'Liberian Girl' di Michael Jackson. Nel 2011 appare nel video 'Last Friday Night' di Katy Perry nel ruolo del padre della ragazza.



River Phoenix (Chris Chambers)
Metolius, 23/8/1970 - West Hollywood, 31/10/1993

Era una vera promessa del cinema. Interpretò una parte nel film culto Belli e dannati. E' morto prematuramente a 23 anni in seguito a un'overdose di eroina e cocaina. Fu attivista per i diritti degli animali e la tutela dell'ambiente.








Reiner decise di dare un ruolo più centrale a Gordie, rispetto al racconto di King, e focalizzare il tutto su di lui, ma destino volle che il personaggio di River Phoenix entrasse (tragicamente) di più nel cuore di molti appassionati.
La sequenza finale in cui vediamo la figura di Chris dissolversi lentamente apparve quasi come un presagio infausto. Reiner stesso confessa di faticare ancora oggi a guardare quella scena senza pensare a ciò che è accaduto pochi anni dopo a River.







L'importate impatto emotivo che Stand by Me ebbe sul pubblico è testimoniato anche dalla reazione dello stesso Stephen King dopo che vide in anteprima la pellicola nel febbraio '86. "Dopo la proiezione lui mi parve molto commosso e non riusciva nemmeno a parlare" - ricorda Rob Reiner - "Disse solo: 'Devo andare via', e sparì per un quarto d'ora. Poi tornò, si sedette accanto a noi e ci confessò che gran parte del racconto era proprio la sua vita... e come la cosa lo avesse sconvolto. Mi disse che in realtà tutti e tre i suoi compagni erano morti. Il suo migliore amico Chris era stato ucciso, frequentava la facoltà di Legge in quel periodo e guidava un camion per far quadrare il bilancio familiare. C'era un ponte di legno: nessun treno ci passava mai sopra, ma loro di solito l'attraversavano, ed era lì che si sfidavano l'un l'altro e tutto il resto... Lui dice che era rimasto piuttosto turbato nel vedere quei ragazzi che aveva fatto creare sullo schermo riportandoli in vita quando... bè, non è più possibile riaverli indietro."



E voi? Avete ancora amici come li avevate a dodici anni?



Lunghi giorni e piacevoli notti

Maurizio 


 

4 commenti:

  1. Un racconto e un film eterni...Stephen King ad uno dei suoi massimi apici...Interessante le informazioni che ci dai in questo post...Non tutte le conoscevo...

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    1. Una storia da leggere e rivedere all'infinito... :)

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  2. Riesci a copiare le notizie come nessun altro. Complimenti.
    Un blog scopiazzato ci mancava.

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    1. Salve caro Anonimo. Potrei ribattere in mille modi, ma ne scelgo solo uno. Il mio blog è nato nel 2014 e ne è prova la data d'iscrizione su Netparade... Iscrizione che un certo altro sito invece ha fatto nel 2015. :) Grazie del commento coraggioso senza nome. :)

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