23 novembre 2016

Un romanzo autentico di uno scrittore autentico

Fedeli Lettori del blog, ho il piacere di parlarvi della recente lettura di un romanzo edito per la prima volta in assoluto in Italia. Grazie alla casa editrice Nutrimenti e alla traduzione di Nicola Manuppelli possiamo godere anche noi della prosa dura e travolgente de L'uomo autentico, romanzo del 1987 dell'americano Don Robertson (1929-1999).



Autore pressochè dimenticato negli stessi Stati Uniti, Robertson è ritenuto da Stephen King come uno degli autori migliori di sempre; insieme a Richard Matheson e John D. McDonald è tra gli scrittori che lo hanno influenzato da ragazzo, mentre tentava di diventare anche lui un romanziere.

Lo Zio ha talmente tanto amato Robertson da essere stato lui stesso a pubblicare L'uomo autentico (The ideal, genuine man) alla fine degli anni '80, tramite la propria casa editrice (la Philtrum Press). Già nell'introduzione King ci fa capire che stiamo per leggere qualcosa di straordinario, arrivando persino a dire che pubblicare questo libro è stata una "pura necessità" e che non farlo sarebbe stato "un gesto irresponsabile".

Ditemi voi se dichiarazioni del genere non accendono la vostra curiosità...

I gusti in fatto di libri sono assolutamente personali, soggettivi. Non so se anche voi sarete conquistati dall'Uomo autentico, ma posso dirvi che io lo sono stato, sì. E vi consiglio di buttarvi senza paracadute dentro la prosa travolgente di Don Robertson, che con la sua sintassi breve e incalzante vi condurrà senza che ve ne accorgiate alle pagine finali. Le scioccanti pagine finali.
Scoprirete la storia della vita di Herman Marshall, un uomo comune che al tramonto della sua vita deve fare un bilancio della sua esistenza, contare una per una le illusioni e le speranze nutrite in gioventù. E convivere con vecchi rimorsi. La moglie tanto amata, anche se "tradita" nelle sue trasferte di lavoro, non lo abbandonerà mai, e gli darà un figlio che però porterà insieme alla sua nuova vita anche atroci sofferenze.

Una storia che sa di vero e di sporco, che sa del sudore delle prostitute con cui s'intrattiene Herman, del vomito dopo una sbronza e di sangue.
Ma è una storia che sa anche dell'odore fresco di un seno accogliente e delle lacrime salate e generose di un uomo autentico.

"Che sia una vittoria, un pareggio o una sconfitta" - scrive King in chiusura dell'introduzione - "non avrete mai letto nulla come questo romanzo. Mai. Mai."


Lunghi giorni e piacevoli notti,

                                                         Maurizio




L'uomo autentico

Introduzione di Stephen King

Traduzione di Nicola Manuppelli

Editore: Nutrimenti

Pagine: 304

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